My giddy aunt

(c’era una volta in India)

di Ray Cooney e John Chapman

Regia | Alberto Monti

Scene e costumi | Elisabetta Falck e Virginia Bray

Luci | Luca Pacifici

Audio digitale | Cisco Magni

“Ai piedi dell’Himalaya, immersa nelle nebbie che avvolgono la regione del Bihar e accarezzano le vaste piantagioni di te, sorge misteriosa la magione fondata da Lord Rothbury.
Il tempo sembra essersi fermato in questa sperduta estremità dell’India post-coloniale e, a giudicare dalle bizzarre abitudini della irrequieta padrona di casa, Lady Hester Eppingham, si direbbe che nulla è cambiato dai tempi dell’ultimo Viceré britannico, deposto vent’anni prima.
A rompere l’incantesimo – o forse, il maleficio – arriva l’avvocato Landau, che ha percorso più di mille miglia da Bombay portando con sé una ventata di novità destinata a sconvolgere ogni equilibrio in casa Eppingham.
Da qui si dipana agilmente la trama di una commedia brillante con una sottile vena noir, ammaliante come una poesia di Tagore, tessuta con leggerezza sullo sfondo mistico e meraviglioso di un paese, l’India dell’indipendenza, che al crocevia delle culture e dei popoli aveva fatto di libertà e
democrazia la propria bandiera.. Venire a teatro per credere!”